sabato 9 gennaio 2021
Distinguersi per non estinguersi
domenica 3 gennaio 2021
L' Arte del Denaro
sabato 2 gennaio 2021
Gli artisti bluffano
Vedo spesso
artisti piccoli o alle prime armi, imitare artisti più grossi di loro, anzi si mettono ad imitare i grandi
artisti della storia e io credo che imitare il loro modo di fare , ma
soprattutto riprendere i loro lavori rivisitandoli, o a sentir dire questi
artisti migliorare il loro stile sia sbagliato,
sia dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista del mercato.
In primis perché le
loro opere sono già conosciute e spesso già presenti nei musei. Cercare di
scimmiottare artisti grossi può portare a creare danni alla propria immagine
sia se si è artisti sia se si è
collezionisti. Cosi facendo
acquistiamo opere di pseudo geni a prezzi gonfiati anzi in questo caso è
meglio dire inventati.
Questo è un
grandissimo sbaglio perché non frutteranno nulla, ed i collezionisti oltre che
sembrare incompetenti rischiano come l’artista di farsi una brutta reputazione
allontanando da se i mercanti e i probabili acquirenti, apparendo cosi,
come dei poveretti che hanno avuto
bisogno di comprare un imitazione o talvolta un falso, per non avere i
quattrini per comprare un opera originale, e accontentandosi cosi di una pallida imitazione.
Ciò che si conosce
di un artista di successo è ciò che lui sceglie di mostrare , non è quindi ciò
che veramente lo ha portato al successo . Quello che si vede sempre di un
artista famoso è sempre filtrato ed è una tecnica per aumentare la propria fama e le proprie vendite. Se attacchi una
banana con il nastro americano e ti chiami
Maurizio Cattelan è una cosa , se non ti chiami Maurizio Cattelan fai solo una figuraccia. Molti artisti fanno
questa cosa senza poterselo permettere.
Bisogna quindi stare molto attenti ad
acquistare opere da questi pseudo artisti .Le circostanze che hanno portato
l’artista famoso al successo possono essere varie, invece tutte le circostanze
che hanno determinato l’insuccesso dell’artista e quindi la perdita del denaro
del collezionista o acquirente sono sempre simili.
Il vantaggio è
proprio che se queste storie si analizzano bene, si andranno ad evitare pessimi
investimenti come quando acquistiamo uno smartphone, un automobile oppure una
casa .
Trovare le persone truffate e che hanno
investito male i propri soldi è molto più facile che trovare chi ha investito
su artisti giovani promettenti o di successo .Inoltre nel guardare l’insuccesso
non è filtrato ma è reale e non è romanzato, anzi è spesso crudo e privo di
sentimento, proprio per denigrare gli artisti falliti e chi ha investito su di
loro. Chi ricerca lo sbaglio e l’insuccesso imparerà un angolatura diversa .
Certo poi è ancora
meglio guardare entrambi gli aspetti, cioè chi ha raggiunto il successo e chi
non l’ha raggiunto.
Bisogna stare molto
attenti ad investire il proprio denaro su queste persone e bisogna stare ancora
più attenti a non credere alla loro carriera artistica ed alle loro quotazioni
perché potrebbero non essere veritiere.
L’Artista su cui
investire non è quello che parla dei propri insuccessi, dando la colpa al
sistema dell’arte e lamentandosi sempre , ma semmai tende sempre di mostrare al
meglio le proprie opere , la propria storia artistica, le esposizioni per
aumentare le sue quotazioni. I grossi artisti non sono li per aiutare gli altri
artisti o fare un favore al mondo regalando i propri consigli e la propria arte, ma semmai sono li per promuovere loro stessi ed il proprio lavoro.
Per acquistare le
opere giuste bisogna semmai cercare quegli artisti che hanno una loro personalità
ed osservare attentamente tutti i loro passaggi verso il successo, ed
acquisirle quando ancora hanno un mercato alla vostra portata .
Non sappiamo dietro
questi imitatori cosa c’è, sappiamo solo che fanno leva sull’ ingenuità e
sull’ignoranza di certe persone solamente perché mostrano le foto accanto al vip di turno, acquistano pacchetti di
click, o commenti di persone del tutto
create ad arte,come una televendita in televisione. Perché come dico sempre, un
conto sono i like sui social ed i commenti ed un'altra cosa invece è far
investire agli acquirenti il proprio denaro per comprare l’opera.
Alle persone piace sempre sentir parlare di
persone di successo, e non di persone che hanno avuto insuccesso e quindi
tutte le persone che hanno fallito . Tutti i racconti di personaggi importanti
nella storia, sono raccontate per mettere in luce il loro successo, a tutti
piace guardare e confrontarsi con il successo , cosi magari da poterne avere
una bella fetta .
Quando invece
guardiamo all’insuccesso lo facciamo per lo più per criticare e denigrare, cosi
da sentirci persone migliori e soddisfare il nostro ego. Non bisogna quindi
acquistare e seguire gli artisti che imitano e ripetono le frasi e le opere di
altri personaggi famosi , ma seguire ed acquistare artisti capaci (siano essi
pittori, scultori o fotografi),che abbiano
un linguaggio proprio ed una propria personalità e si evolvono
continuamente nel tempo .
Non ha senso
comprare dipinti che sono un imitazione oppure un omaggio di opere già famose.
Un consiglio che posso offrire è di
guardare gli artisti che non hanno avuto successo, gli artisti inconcludenti
cosi da sapere meglio cosa acquistare. Il pittore su cui investire mostra solo
ciò in cui crede fermamente per poterlo vendere.
Certo le opere che studia e progetta devono
non solo accrescere il portafogli dei collezionisti, ma anche la cultura e far
evolvere la coscienza. L’immagine dell’Artista deve andare di pari passo con
le sue quotazioni ed il mercante d’arte o l’acquirente deve conoscere tutto ciò
. Gli artisti veri bluffano, dicono e mostrano cose esclusivamente per i
propri interessi e non per il bene comune . Le citazioni famose dei grandi
artisti non sono altro che supercazzole per farcire e rendere più bello e
appetitoso il proprio lavoro. Attenzione quindi a non acquistare e quindi
investire male i propri soldi con opere
di artisti che imitano quelli famosi e soprattutto di chi non ha un proprio
linguaggio, perché sono artisti che non hanno un passato, non avranno futuro
e dureranno poco .
Se ti è piaciuto questo articolo visita il mio sito: crisdesignarte.com e lasciami i tuoi contatti !
domenica 12 luglio 2020
Delegare o non delegare , questo è il problema!
-nel vecchio modello il cliente si trovava di fronte al gallerista. La persona interessata entrava in galleria ad ammirare le opere. Nel momento della scelta il cliente aveva pochi punti di riferimento per effettuare la sua scelta , ed il punto di riferimento principale non era altro che il gallerista.
- nel nuovo modello di vendita invece, il potenziale cliente che arriva in galleria a visitare la mostra con l’intento di acquistare ci arriva già preparato. ci arriva già preparato perché ha avuto modo di ottenere informazioni riguardo all’artista e riguardo al lavoro effettuato per comprendere il linguaggio di quel periodo del pittore , ancora prima di recarsi alla mostra itinerante o permanente.
Quindi la differenza è sostanziale , nel vecchio modello il cliente arrivava anche da molto lontano per visitare la galleria, e quindi in un certo senso era anche più facilmente suggestionabile. Oggi invece il gallerista deve trasformare le sua abilità passando da una presentazione persuasiva ad una presentazione più che altro per accompagnamento. Intendo dire che il gallerista di oggi in un certo senso deve assecondare e dare quell’ultima sicurezza al potenziale cliente, per arrivare all’acquisto.
L'ARTE CONTEMPORANEA E' UNA PERDITA DI DENARO?
Solitamente davanti ad un opera si ha da sempre un po' di diffidenza , si cerca sempre di non esprimere dei giudizi affrettati .
Un opera d'Arte ha bisogno di essere pensata,
Le caratteristiche che ha un dipinto oltre che essere bello e piacere, sono anche l'originalità e le particolarità' che lo rendono unico.
Molte persone acquistano quadri via web solo guardando lo sconto oppure basandosi sulla notorietà dell'artista ,... ma sinceramente è molto difficile trovare tutto questo senza incorrere in un falso o in una crosta di poco conto. I quadri d'autore storicizzati e veramente importanti sono al massimo due o tre in tutta la carriera dell'artista, il resto è mercato. Questo nessuno lo dice altrimenti sarebbe un disastro per i mercanti, ma ci sono opere d'arte più vantaggiose che si rivaluteranno sicuramente nel tempo.
CRISDESIGN e' sinonimo di progettazione. è un nuovo modo di fare e vendere la pittura. L'Arte va toccata con mano e vista dal vivo. Comprare un dipinto e' un passo importante e va fatto con cautela . Solo dopo avervi conosciuto e raccontato l'opera che vi piace ...quella giusta per voi ..solo allora potrete acquistarla.
Prima di spiegare cosa significa un opera , cosa pensa l'artista quando non viene a capo di una situazione, bisogna toccare con mano tutto quanto, i prototipi, i disegni, la ricerca dei materiali, e solo allora si può mettere insieme tutto quanto e dare una valutazione.
Kandinsky diceva : "ogni opera d'Arte e' figlia del suo tempo !"
Dunque, se noi prendiamo questa definizione , prima di leggere un opera d'Arte e capire quale tempo viviamo, quali sono gli usi e i costumi, le abitudini, del nostro tempo,
in questa società meccanizzata,
...in questa società che vive sempre piu' di elettronica ,
di meccanismi di TELECOMANDI .
..allora mi chiedo:
Che differenza c'è tra un quadro normale ed un opera di questo genere?
L'uomo di oggi è cambiato vuole tutto , subito nell'immediatezza non è mai contento e non è mai soddisfatto.
Quindi dietro questo meccanismo che svela l'opera e va su su pian pianino, c'è anche questo concetto forte, duro di denuncia.. ovviamente di merito .
Un opera d'Arte oltre che acquistarla , bisogna anche meritarsela, come tutte le cose della vita.
Noi non ci facciamo mai caso , ma la mattina abbiamo un telecomando per il garage, uno per il televisore, uno per il decoder digitale e via via .
Dalla mattina alla sera abbiamo a che fare con queste cose , con i telecomandi con l'automazione, cancelli , automobili, porte e cosi via .
Come scrissi in precedenza :
"Ogni opera è figlia del proprio tempo". Il nostro tempo è ciò che raffigura oggi, in maniera perfetta, netta, concettuale, cristallina.
Lo spaccato della società è tutto ciò che ha a che fare con il telecomando e nell'Arte le opere si svelano pian piano, a poco a poco .
Lavorando per diversi anni con ingegneri ed architetti oltre che ad artisti,
sono arrivato a capire ed in seguito a creare
qualcosa di diverso .🎨
sabato 13 luglio 2019
COME SI ORGANIZZA UNA MOSTRA ?
La maggior parte delle mostre sono abbastanza fallimentari e deprimenti e chi le organizza spesso non conosce alcuni concetti chiave necessari per la buona riuscita di una mostra.
Tutti credono di sapere cos’è una mostra d’arte o una mostra fotografica, ma pochi hanno chiaro che nelle mostre non vengono esposte le migliori creazioni o perlomeno non è sempre così.
Le mostre sono infatti sono spesso tematiche e tutto ciò che è esposto è inerente lo stesso soggetto, più o meno e spesso chi espone non porta il proprio portfolio (cioè le creazioni migliori che ha fatto in assoluto) ma cerca di seguire delle linee guida.
Per esempio se io dovessi fare una mostra potrei prendere dal mio archivio i 5 migliori dipinti di sport, i 5 migliori dipinti di matrimoni, 5 sul Giappone ecc. ed esporli, ma sarebbe molto più interessante invece fare una mostra tematica per esempio intitolata “Giappone” in cui espongo vari dipinti riguardanti questo tema.
Quando organizzate una mostra quindi non focalizzatevi sulle vostre migliori creazioni ma cercate di far sì che ogni opera sia collegata alle altre.
E’ inutile negarlo, molte mostre si fanno per cercare di guadagnare qualcosa. Non è sempre così ovviamente, ci infatti sono mostre in cui sono appesi pannelli informativi riguardanti qualche argomento e non è in vendita niente, immaginate per esempio a mostre informative sull’emigrazione italiana nei primi del ‘900.
Ma alle mostre in cui artisti espongono le loro opere quasi sempre i pezzi sono in vendita. Non si scrive mai il prezzo sotto ogni opera ovviamente e chi è interessato all’acquisto eventualmente chiede.
Praticamente ogni comune ha a disposizione una o più sale per valorizzare la cultura, basta che andate di persona o telefonate per chiedere informazioni. Ci sono poi anche associazioni che potrebbero essere interessate a concedervi i loro spazi.
In entrambi i casi di solito l’artista paga poco o addirittura l’uso delle sale è completamente gratuito.
Diversamente, nelle gallerie d’arte si paga un prezzo fisso sull’uso degli spazi e una percentuale sul venduto. Trovare i locali è tra le prime cose da fare, anche perché potrebbero andare prenotati diversi mesi prima.
La data di inaugurazione non è di fondamentale importanza ma molte mostre vengono inaugurate il venerdì nel tardo pomeriggio oppure il sabato pomeriggio in modo da avere un’affluenza maggiore di gente.
Una mostra collettiva raccoglie le creazioni di più artisti mentre una personale di un solo artista.
Quando si organizza una mostra senza grandi budget o capacità spesso è meglio farne una collettiva per diverse ragioni:
Divisione delle spese: pubblicità, affitto delle sale e tutto il resto saranno divisi tra più persone.
Divisione dei compiti: tenere aperto, contattare i giornali, trovare le sale ecc. sono tutte cose che se si fanno in gruppo sono molto più semplici.
Ovviamente però, le personali hanno molto più valore, sia simbolico che di impatto sui visitatori, cioè se in una sala ci sono 4 opere di 10 artisti, ciascuno riceverà una piccola considerazione da parte di visita la mostra, diverso è invece se un singolo artista espone 40 opere proprie.
E’ importante fare una buona pubblicità alla mostra, altrimenti verranno poche persone. Non affidatevi unicamente ad internet, la pubblicità cartacea funziona ancora molto bene.
Sconsiglio di comprare spazi pubblicitari sui quotidiani perché paghereste molto per avere poco ritorno.
Il mio consiglio è quello di stampare qualche locandina e volantini da distribuire. Non dateli per strada alle persone “a caso”, cioè è meglio consegnare anche solo 300 volantini a persone realmente interessate invece di fare una distribuzione di massa a chi butterà la pubblicità nel cestino dopo pochi istanti.
Se fate una mostra collettiva potreste progettare dei volantini e farli stampare a basso costo su internet. Ogni artista poi si occuperà di distribuirli ad amici, parenti e persone interessate.
Quello che dovete ricordarvi di mettere su volantini, locandine ecc sono:
Foto rappresentativa: non la foto degli autori ma una o più foto delle opere esposte. Non vanno messe tutte le opere ovviamente ma solo alcune, in modo da stimolare le persone a venire a vedere dal vivo.
Chi espone: tutti i nomi degli artisti presenti.
Dove: va indicato chiaramente, se si tratta di un posto della città poco conosciuto è bene mettere qualche riferimento in più (es: “si trova sul retro della Chiesa” o “una laterale di via Roma” ecc)
Giorno e ora dell’inaugurazione: è il giorno più importante.
Date ed orario di apertura: per chi non potrà venire all’inaugurazione.
E’ una buona idea invitare anche persone importanti, per esempio il sindaco o anche più semplicemente il parroco o qualche persona molto conosciuta della zona.
Anche se avete il loro contatto e-mail potrebbe essere una buona idea spendere qualche Euro per inviare una busta contenente un cartoncino con scritta qualche riga in cui gentilmente proponete l’invito.
Almeno un paio di settimane prima di organizzare la mostra scrivete un comunicato stampa da inviare ai quotidiani in modo tale da far parlare di voi.
Il segreto in questo caso è quello di non scrivere un vero e proprio “comunicato” generico ma scrivete voi stessi l’articolo che vorreste veder pubblicato ed inviatelo alle redazioni.
In questo modo il giornale si trova già un articolo pronto e appena avrà un po’ di spazio lo pubblicherà quasi sicuramente.
Ricordatevi però che l’articolo dev’essere:
Giornalistico: date un’occhiata alla mia guida per scrivere un articolo di giornale.
Testo originale: e quando lo inviate ad un quotidiano specificate che possono rielaborare il testo e che è originale e scritto solo per loro. In questo modo la redazione è sicura di non trovare lo stesso testo su altri quotidiani e quindi è più propensa a pubblicarlo.
E’ sbagliato scrivere “una mostra bellissima che tutti dovrebbero vedere” ed è giusto scrivere invece qualcosa come “…una mostra fortemente voluta dall’Associazione xy che dà spazio a ben 10 giovani artisti del nostro paese che attraverso la pittura e la fotografia rappresentano la vera essenza della gioventù con una mostra dal titolo ‘io, giovane oggi’. Ragazzi e ragazze che vogliono raccontarsi e far capire al mondo la loro felicità dell’essere giovani e i loro sogni per il futuro. Il gruppo di queste menti creative è capitanato da Mario Rossi conosciuto anche a livello internazionale per le sue recenti esposizioni anche a Berlino e New York…ecc”.
All’inaugurazione è ovviamente importane che ci siano tutti gli artisti. All’orario di apertura la mostra dev’essere presentata al pubblico.
Sono fondamentali tre cose:
Un presentatore: dev’essere una persona competente in materia, che introduca le opere di tutti senza favorire nessuno, spiegando anche cose sul mondo dell’arte che le persone non conoscono. Può anche essere uno degli artisti a presentare, l’importante in questo caso è scegliere chi sa parlare meglio davanti ad un pubblico.
Lunga il giusto: non dev’essere troppo breve perché chi viene all’inaugurazione vuole saperne di più di quello che vedrà, ma non dev’essere nemmeno troppo lunga per evitare di annoiare.
Ad una personale anche l’artista può parlare delle sue opere dopo essere stato introdotto dal presentatore ma se si tratta di una collettiva con molti artisti non è necessario che ognuno dica la sua.
Va tenuto presente che a meno che non si tratti di una mostra particolarmente grande ed importante, già avere 30 persone all’inaugurazione è un buon numero. Se ci sono 100 persone è un successone direi difficilmente arrivabile, mentre oltre le 200 persone è un evento top.
Ad ogni inaugurazione che si rispetti c’è sempre un buffet, mentre nei giorni successivi in genere non si lasciano bevande o snack a disposizione dei visitatori.
L’ideale è far sì che l’evento non sia troppo verso l’ora di cena altrimenti chi viene si aspetta di mangiare molto in sostituzione alla cena, quindi cercate di fare un buffet che sia un po’ simile ad un aperitivo, mettendo a disposizione bevande alcoliche ed analcoliche ed alcuni snack dolci e salati.
Se invece volete dare da mangiare qualcosa più sostanzioso, pensate a cibi facilmente mangiabili in piedi (da evitare quindi una zuppa per esempio) e che possano andare bene un po’ per tutti e che non scuociano col passare dei minuti.
Se avete i fondi potete chiamare anche un catering, cioè una di quelle società che si occupano di portare cibo a questo genere di eventi, ma hanno ovviamente dei costi non indifferenti. Il consiglio che vi do è quello di provare a sentire qualche pasticceria o bar delle vostre zone e chiedere se vogliono farvi da sponsor, magari dandovi gratis o ad un prezzo simbolico le loro cose in cambio di un po’ di pubblicità.
Per tutte le spese potreste cercare uno sponsor in grado di aiutarvi. E’ di cattivo gusto riempire di loghi la sala o il materiale promozionale, però se la vostra mostra è di un certo livello non sarà difficile trovare qualcuno in grado di darvi un po’ di soldi per coprire le spese. Andate di persona a proporre di fare da sponsor.
Il catalogo di una mostra è un libro che contiene le foto di tutte le opere esposte, con informazioni tecniche (dimensioni, stile ecc.) e il nome dell’artista.
Sono di solito stampati in edizione limitata, senza codice ISBN, e spesso autografati o personalizzati dagli artisti.
I cataloghi delle mostre più importanti aumentano di valore nel corso del tempo e sono spesso oggetto di collezione. Stampare un catalogo costa molto quindi valutate voi se farlo, oppure se in alternativa stampare qualche copia di una piccola rivista a colori che può diventare una specie di catalogo.
E’ ovviamente sempre bene che ci sia qualcuno presente, sia per evitare furti e danneggiamenti sia per dare informazioni aggiuntive a chi le richiede. Uno dei problemi principali delle mostre è quindi trovare chi la tiene aperta. Non potete pensare infatti di stare diverse ore al giorno in una sala per qualche settimana per accogliere i visitatori, quindi dovete trovare qualcuno che vi aiuti. Potrebbero essere le stesse associazioni che vi ospitano a dare la loro disponibilità a riguardo oppure nel caso di mostre collettive potreste fare a turno con gli altri artisti e dividervi i compiti.
All’uscita, in modo visibile, predisponete un tavolino con un libro delle firme ed una penna legata ad una corda. I visitatori hanno così la possibilità di lasciarvi un loro commento. Questo libro può essere utile sia per essere felici di aver fatto un buon lavoro sia per sapere indicativamente quante persone hanno visto le vostre creazioni.
E’ molto utile anche predisporre un foglio in cui una persona che visita la vostra possa scrivere il suo nome in stampatello e la sua e-mail per essere informata delle prossime attività. In questo modo vi potete costruire un piccolo database con i contatti di persone interessate a quello che fate per informarli delle prossime mostre o per proporre qualcosa.
A riguardo ci sono però due consigli principali:
Scrivete contatti falsi: Su ogni foglio scrivete a mano già 7-8 nomi ed indirizzi e-mail con nomi falsi creati da voi. Se sostituite il foglio ogni giorno infatti il problema è che ci saranno sempre fogli in bianco e difficilmente qualcuno vuole essere “il primo della lista” mentre se già 7-8 persone (finte) hanno lasciato il contatto, tutti sono più propensi ad inserirsi nella lista. Inoltre, se qualcuno vi rubasse i contatti fotografandoli inviando poi SPAM potreste esserne subito a conoscenza dato che le e-mail arriveranno anche ai vostri 7-8 indirizzi creati per questo scopo.
Musica
Ci sono diverse teorie riguardanti la musica. All’inaugurazione potreste decidere se tenere tutto in silenzio oppure se mettere della musica anche un po’ a volume “alto” e creare un evento mondano magari con anche l’aiuto di un dj.
La cosa migliore da fare è evitare di esagerare in qualsiasi verso e per la maggior parte delle mostre va bene un po’ di musica leggera in sottofondo, sia all’inaugurazione che nei giorni successivi. Ricordatevi di informarvi anche su come pagare la SIAE a riguardo.
La maggior parte delle sale adibite per ospitare le mostre hanno già faretti ed altre luci per illuminare le opere. E’ importante cercare il giusto equilibrio, non è facile ma con un po’ di pratica potete tranquillamente sistemare l’illuminazione al meglio.
Utilizzare anche i vari social network per pubblicizzare l’evento ma senza mostrare troppe foto delle opere prima dell’inaugurazione. Caricate online foto mentre state allestendo la mostra, scrivete curiosità e pubblicate anche foto dell’inaugurazione per far vedere a tutti che è stato un successo e che è quindi una mostra che bisogna visitare assolutamente.
appassionati d'Arte piu' meticolosi
giovedì 4 luglio 2019
LA TESTA DELLA GENTE CERCA GARANZIE
Semplice , e’ come quando un nostro amico ci racconta un fatto visto con i suoi occhi di una persona che conosciamo entrambi . Se siamo persone intelligenti e la cosa ci interessa approfondiremo la questione , ma se amiamo giudicare senza prove solo perche’ il pettegolezzo ci riflette una nostra esperienza passata che ci ha ferito, quando vedremo di persona il nostro amico saremo sprezzanti e con i nostri giudizi renderemo la sua vita molto difficile . Qui avviene la medesima cosa , giudichiamo senza conoscere solo per sentirci in pace con noi stessi .
Un tempo questi atteggiamenti o modi di fare provocavano in me molta rabbia, ma ora ho compreso che molte persone non conoscono il mio lavoro, quindi chi all’infuori di me puo’ raccontarglielo. Molto spesso gli spettatori vengono colti impreparati dalla creativita’ dell’artista,e per non fare una figura barbina oppure la parte degli ignoranti ,se ne escono con la classica storia che anche loro qualche anno fa erano artisti, che hanno esposto al MoMa grazie ad un contatto preso chissa’ dove o che un loro parente espone in tutto il mondo facendo un sacco di soldi . Sono sicuro che anche voi nel vostro lavoro avete avuto a che fare con chi mostra questo atteggiamento apparentemente aggressivo per mettervi in difficoltà.Talvolta credo che le opere d’Arte andrebbero esposte girate . Perche’ mi chiederai ? Il retro di un opera e’ il suo stesso curriculum . Infatti anche nelle mie opere come in quelle storicizzate sul retro ci sono tutte le esposizioni effettuate nelle gallerie o tutti gli eventi a cui l’opera stessa ha partecipato . tante volte ho a che fare con pseudo collezionisti che mi mostrano i loro dipinti quotatissimi avuti con un colpo di fortuna , o per eredita'... o acquistate svuotando il conto in banca . io semplicemente gli chiedo solamente di mostrarmi il retro del quadro ed indovinate un po’ , il retro e’ vuoto . Allora gli chiedo un ulteriore garanzia ....se possiedono cataloghi con pubblicazioni o certificati di autenticita’ . bene la risposta credo la conosciate gia’ . Nessuna pubblicazione , nessun certificato di autenticita’ , nessun timbro di galleria , nessun numero di archiviazione, nessun contatto di fondazioni a cui rivolgersi per conferme . Ora non so’ se queste persone sono un po’ mariuoli come dicono a Napoli , o sono stati gabbati da qualche ciarlatano , il fatto e’ che non consiglio a nessuno di acquistare opere d’Arte senza queste garanzie . Perche’ se un domani si vogliono rivendere le opere per l’aumento delle quotazioni e quindi guadagnare sull’investimento , queste sono le garanzie che un buon collezionista deve possedere .
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Cris
venerdì 2 marzo 2018
La creatività batte la tecnica
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| Eccomi vicino ad un opera ispirata a Julian Schnabel |
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Ecco perchè NON comprare nei MERCATINI DELL'USATO
I mercatini dell'usato sono sempre stati visti ultimamente come accumuli di roba vecchia da dover piazzare da qualche parte, in sostit...
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I mercatini dell'usato sono sempre stati visti ultimamente come accumuli di roba vecchia da dover piazzare da qualche parte, in sostit...
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Quando si parla di Arte, soprattutto ad alti livelli bisogna diffidare sempre da chi mischia la cacca con la cioccolata. Ad esempio ci son...





