martedì 25 gennaio 2022

CREATIVI VS VENDITORI



 Questo momento appartiene al marketing, senza ombra di dubbio. Il Web è pieno di Guru  che svelano modi o metodi per guadagnare, anche se quelli veramente bravi si contano nelle dita di una mano, come gli artisti del resto (strana coincidenza ). Instagram e Facebook sono i social dove gli artisti di vario genere la fanno da padrone. Ma in verità , quanti sono veramente talentuosi per investire il proprio denaro? 

Se guardiamo le cose da un altra prospettiva i venditori promuovono prodotti realizzati da altre persone, mentre i creativi come nel mio caso, si ingegnano a pensare , creare e provare opere d'Arte e successivamente  crearci un mercato . Certo esistono creativi anche nel mondo della vendita, ma sfruttano talvolta senza saperlo la loro parte creativa, come ad esempio nei manifesti o negli spot televisivi ; realizzando talvolta dei piccoli capolavori. I venditori di vecchio stampo (quelli muniti di valigetta),invece si differenziano usando metodi affinati da anni di esperienza con lo scopo di portare il denaro a casa . 

La differenza dei due mondi sta nel fatto che i creativi si concentrano il 70% sul creare e il restante sul vendere , mentre i venditori con la stessa percentuale si concentrano sul vendere e contrattare , ed il restante 30%  sul potenziale creativo . Entrambi devono imparare dall'altro , e credo che equilibrare la percentuale sia la soluzione migliore per questi tempi . Vendere qualcosa fatto da altri da soddisfazione, e fa guadagnare bene a volte, ma la cosa non è mai paragonabile a quando si vende qualcosa fatto con la propria creatività e con il proprio talento. 



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martedì 18 gennaio 2022

SE VUOI FARE IL FIGO, COMPRA LA PITTURA ASTRATTA !

 



Quando si parla di arte astratta molti vedono solo macchie di colore buttate a caso su tela o carte varie, ma dietro c'è molto di più.

L'Arte Figurativa ha sulle spalle una storia di migliaia di anni, quindi la percepiamo e comprendiamo piu' facilmente . L''arte astratta invece e' nata nel 900 ...quindi e' piu difficile da apprezzare . Puo' sembrare più facile da realizzare ,. ma la verità è che richiede uno studio approfondito ed una conoscenza del colore molto vasta. I Bambini fino a 5 anni ora hanno l'Astratto gia nei loro geni, mentre invece nel Rinascimento conoscevano solo l'Arte figurativa, basti pensare agli schizzi che facevano i bimbi di allora e al modo di usare il colore dei bambini di adesso.

Diciamo che l'Arte Astratta può essere considerata la pittura giovane, la pittura di chi segue i propri sensi e il proprio istinto.

La pittura astratta può essere la pittura adatta per dare il messaggio di chi compra i quadri per creare invidia ai propri ospiti . Chi viene a casa vostra e vede dipinti astratti appesi alle pareti firmate da artisti, sicuramente non comprende nulla dei concetti espressi , ma i suoi pensieri vanno inizialmente sul gusto cromatico poi sicuramente sulle proprie possibilità economiche di sfoggiare anch'esso qualcosa di bello e originale che identifichi la propria personalità.

Chi sfoggia Arte Astratta sicuramente non lo fa perché interessato alla cultura, ma per fare il figo, per fare quello che può spendere i soldi pagando persone che gli mettono i colori a caso sulle superfici .

Le opere d'Arte sono i vostri biglietti da visita che mostrano ciò che siete ai vostri amici intimi o ai vostri dipendenti o concorrenti aziendali. Diciamo cosi, mentre la massa fa i discorsi da bar, raccontando fatti reali o inventati per fare i fighi dietro un caffè , voi dimostrate chi siete con fatti reali.

Quindi chi compra Arte Astratta lo fa anche per ascoltare le scuse di chi non ce l'ha.

Più lo status sociale è alto più le opere d'Arte sono particolari.

Un opera molto grande sta bene nella sala della vostra casa per conversare con i vostri amici, oppure nella sala riunioni delle vostre aziende per impressionare i vostri clienti.

Vi accorgerete subito che possedere un opera d'Arte , non significa solo più cultura ma anche ..GUARDA COSA MI POSSO PERMETTERE.

Per molti di noi acquistare un dipinto e’ sempre motivo di dover rinunciare a qualcosa ,ma e’ sempre un dispiacere?

Dover scegliere cosa ti appaga maggiormente e poi pur di avere il piacere quotidiano di ammirare un dipinto a casa tua , noti di aver rinunciato ad altro , non ti dispiace .Scopri che hai fatto il miglior investimento possibile. Oggi si parla costantemente di investimenti, è cosi per tutti?

Come fai ad essere sicuro del tuo miglior investimento possibile , senza le giuste domande?

Si parla di denaro , si parla di gusto, o si parla di sensibilità e cultura ? Certamente è il tempo che offre la risposta giusta, e giorno dopo giorno l’arte ti ripaga , nota bene ho detto Arte non ho detto LA MODA . E cosi si potrà parlare del piacere della vita. L’arte essendo il biglietto da visita di ogni cultura, con le sue unicita’ e peculiarità, sicuramente ci pone nella condizione di poter comprendere, condividere e agilmente sentirla come propria. L’arte è espressione, orgoglio o altro ?

L’artista è  oggi contrariamente al passato un creativo che focalizza con il suo segno un messaggio che non volendo essere verbale con una alfabetizzazione universale ci coinvolge, e a volte ci sconvolge . Sicuramente è un testimone della storia della cultura, riconoscere una tecnica e una manualità riconosce studio , e riconoscere un creativo. Occorre il sapersi immedesimare, e sapersi coinvolgere nella gestualità del pensiero

.CrisDesign è lo specialista dell'Arte, che realizza l'opera con lo stile scelto dalla nostra esperienza decennale, realizzandola secondo i tuoi gusti, ed al momento non esiste nessuno cosi qualificato e preparato che ti offre questo servizio 

✔ Opere d'Arte da collezione e su progettazione, create e realizzate con materiali di prima qualità e basate su studi approfonditi della storia dell'Arte

✔ No alle stampe in serie ed ai multipli 

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Quindi, bando alle ciance!

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venerdì 14 gennaio 2022

SCEGLIERE TRA UNA STAMPA ED UN DIPINTO VERO


Quando mi capita di andare nei centri commerciali, spesso visito il reparto delle stampe dove molto spesso ci sono anche le cornici portafoto. Guardare quelle imitazioni di opere famose e molto spesso anche di artisti non famosi mi fa un certo effetto. 

Quello che penso in quel momento è semplicemente, che non tutti possono permettersi di comprare un opera unica, un dipinto che non ha copie e che è stato realizzato da un artista che ha provato emozioni, studiato concetti, e trasportato su tela una parte della sua vita. Quando si cerca un quadro molte persone ricercano solamente qualcosa di colorato o carino da abbinare al divano, al salotto oppure per riempire una parete del proprio studio. 

Giustamente un opera unica non si troverebbe in un centro commerciale o in una ferramenta, accatastata fra tante altre, ma avrebbe a disposizione un intera parete per poterne ammirare i colori, le emozioni e i messaggi che un artista emergente come me ha cercato di trasmettere su una superfice . 

Rifletto su una visita di entrambe le case dei possibili acquirenti: 
La prima dove è esposta la stampa, ovvero una casa che odora di biancheria da lavare, con gli arredi come il divano pieni di pelo del cane. Un grande televisore con volume molto alto dove la padrona di casa fa ginnastica con i consigli di una presentatrice di media shopping. 
La figlia che prova i trucchi della sorella maggiore che poi accorgendosene le da uno schiaffo e la insulta. Il padre di famiglia che si fa la barba in bagno e mentre si guarda allo specchio riflette sulle scelte fatte negli ultimi venti anni, rimpiangendo la sua prima fidanzata delle superiori ora diventata un arredatrice famosa. 

La seconda, una casa arredata con la domotica, il rumore e i colori di un camino che arde accompagnato  una musica di sottofondo creata da un impianto sopraffino di wifi. I figli davanti al camino che leggono un libro gustandosi una tisana alle ortiche, ed i padroni di casa che si gustano un calice di Sangue di Giuda davanti ad un dipinto realizzato da me appena acquistato .A lui piace la materia ed a lei i concetti . Un accordo che rende sereni , appagati entrambi ,e che insieme alla musica classica alza le frequenze portandoli ad un livello superiore di qualità di vita . 

Credo che questo sia un modo per descrivere la differenza tra lo stile di vita di  chi acquista una stampa e la ricerca di un lavoro interiore che esige chi compra un dipinto creato da un artista. 



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martedì 11 gennaio 2022

IL PLAGIO FATTO COME SI DEVE !


 Hai mai pensato di creare un qualcosa di nuovo? Di brevettare una nuova idea?
Beh qualcuno una volta ci ha pensato e ha deciso di osare in un settore ipersaturo: l'Arte .

Portare sul mercato una nuova idea cercando di differenziarsi in questo mercato così pieno di concorrenza, non è facile.

E come sai bene il mercato dell'Arte è anche saturo in vari linguaggi, come quello della pittura, fotografia, scultura e così via. Quindi creare un linguaggio nuovo categoria in questo settore, è davvero un gioco di pazienza e di strategia.
Come dico sempre nell'Arte è già stato inventato tutto .Perché?

Semplice c'è già davvero di tutto, qualunque cosa tu pensi possa essere nuova, in realtà, di base, è già stata fatta. Però a tutto questo c'è una soluzione ed è quella di sfruttare il potere della creatività. Quello vero. Quello che ti permette di ottenere risultati misurabili e che ti spiana la strada per creare qualcosa di grande.
Ma se non si fanno le cose come si deve, si rischia di commettere errori che minano le basi per il futuro.

Un esempio è dato da un artista di qualche anno fa partecipava assiduamente in una famosa trasmissione artistica televisiva. Il nome ovviamente non posso dirlo perciò lo chiamerò Pinco Pallino. Il ragazzo è stato coraggioso a buttarsi in un settore così complesso ed è stato anche molto bravo a livello di creatività. 

Ma purtroppo lui ed i suoi colleghi hanno commesso una serie di errori strategici che sul lungo termine intaccheranno la sua fama e la sua gloria.

Nel 2012 questo ragazzo fondò un movimento artistico insieme ad altri tre artisti con in mente di portare nel mondo una nuova scena artistica. Il gruppo che ha progettato questo movimento è formato da quattro ragazzi italiani,(qualcuno supera anche la mezza età) uno che ha avuto l'idea di creare opere d'Arte con un linguaggio indirizzato al riciclo , un altro appassionato di animali e un altro che si è definito l'artista dei Vip.

Quindi i quattro ragazzi sicuramente prima di mettere in piedi il loro movimento si saranno chiesti: “Ma è davvero possibile, al giorno d'oggi, creare dal nulla opere d'Arte esclusive per com'è la situazione dell'Arte in Italia ? È possibile farlo in un momento in cui le gallerie scoraggiano gli artisti nel lavorare nella loro scuderia ?”
Loro si sono risposti di sì. Quindi voto 10 per il loro coraggio, una dote che manca a molti artisti quando si parla di mettere sul campo una nuova idea. Ma do un voto minore per non aver fatto le cose con calma.
I quattro ragazzi hanno investito tutte le loro risorse per creare un movimento basato sul rIciclo, la difesa sugli animali e Vip. 

E io dico: “Bene, hanno aperto un nuovo linguaggio!”

Al primo impatto le opere andavano a ruba . Successivamente le serate si animavano in diverse trasmissioni con presentatori famosi i media e tv l’hanno citata per un pò di mesi. Ma a vedere le opere sinceramente sembravano un mix di rifacimenti scopiazzati da diversi artisti qua e la.
Un altro punto su cui c’è da discutere è il prezzo.
Infatti le loro opere partirono subito con il costo di qualche migliaia d'euro, quasi lo stesso prezzo degli artisti a cui si erano ispirati.
Va bene che l'opera la producono artigianalmente con tutte le tecniche apparentemente difficili da rifare ma l'opera d'Arte non potrebbe mai ispirare qualità e valore. Perché la loro Arte è nata dal nulla .Sei convinto di creare una nuovo movimento Artistico quando invece esisteva già negli anni 60/70 con un altro nome , e inoltre spari in alto il prezzo senza avere un curriculum?

È corretto mettere un prezzo alto per un opera d'arte originale e con un concetto di questo tipo, però dovresti confrontarti anche con gli artisti storicizzati che hai scopiazzato e hanno avuto la tua stessa idea un trentennio fa. Inoltre le tue ispirazioni sono opere strafamose in tutto il mondo.In questo caso bisogna capire quali angoli attaccare e  cercare di farlo in maniera intelligente. Ad esempio, esiste il grande movimento artistico Newrealisme con artisti del calibro di Arman, Villeglè che utilizzavano gli strumenti rotti e i manifesti strappati. 

Sono troppo conosciuti per copiarli decretandone l'originalità solo perchè visti in televisione . Tra l'altro le televendite se le erano finanziate con le proprie tasche.

La conclusione di questo progetto?
Il movimento artistico non è nemmeno partito , e tre artisti su quattro non si hanno più nessuna notizia.. tranne Pinco Pallino che ha continuato con le trasmissioni televisive per un pò poi è passato a miglior vita.

Anche artiste donne di cui non posso fare il nome si credono originali, ma le loro opere sono anch'esse un plagio bello e buono e allora ti chiedo: “Sei ancora convinto che l'opera che hai acquistato basandoti solo sul gusto o lo stato d'animo del momento sia stato un ottimo acquisto , oppure il tuo investimento dovrebbe avere più garanzie?

Creare un liguaggio artistico da zero non è affatto facile. Ma proprio per questo motivo è tuo dovere di collezionista guardare basi più solide per rendere profittevole e di successo il tuo investimento.

Non devi basarti solamente sul MI PIACE O NON MI PIACE .
Per capire il mondo dell'Arte e quindi del tuo investimento occorrono molte altre informazioni, oltre che ad un buon intuito.

CROSSOVER, 2020, tecnica mista mosaico su tavola,70x42


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IL BIOLOGICO CONVIENE?

 


Gli industriali dell’alimentazione sono riusciti a persuadere milioni di consumatori a preferire alimenti già pronti. Coltivano, cucinano, vi portano i pasti e (proprio come la vostra mamma) vi supplicano di mangiare. Non vi offrono ancora di infilarvelo in bocca premasticato solo perché non hanno ancora scoperto un modo di farlo che permetta di aumentare i profitti. 

Possiamo star sicuri che sarebbero ben contenti di scoprirlo. Il consumatore industriale ideale sarebbe legato a una tavola con un tubo in bocca che va direttamente dall’impianto alimentare al suo stomaco.

cosa è meglio assumere?

Gli alimenti introdotti creano e producono il sangue. Assumiamo una media di circa 2 kg e mezzo al giorno di alimenti e bevande: una tonnellata all’anno!

In una vita media consumiamo alimenti e bevande per circa 1000 volte il nostro peso corporeo.

Alimenti scadenti, pastorizzati, raffinati, acidificanti, pregni di chimica produrranno un sangue carico di tossine e assolutamente scadente dal punto di vista biologico e biochimico.

Alimenti ricchi di clorofilla, enzimi, vitamine, minerali alcalini, acqua, ormoni e fibra (quindi alimenti vegetali crudi, in particolar modo le verdure a foglia verde) sono il carburante per eccellenza dell’organismo umano.

..e l'attività fisica?


Il motivo principale per cui si pratica attività fisica è eliminare acidi dal corpo attraverso i polmoni (respirazione) e la pelle (traspirazione). Questo è il motivo per cui siamo dotati di due polmoni e non un solo, e di oltre 500 pori sudoriferi per centimetro quadrato di pelle.

L’attività fisica mobilizza gli acidi attraverso questi due organi di eliminazione e riduce l’acidosi.

Il movimento corporeo migliore è senza’altro quello all’aria aperta: camminata, jogging, ma vanno bene anche il nuoto, l’allenamento con pesi e il mini-trampolino elastico (Rebounding). Questo ultimo è un delle tecniche più interessanti, economiche, facili ma potentissime per disintossicarsi e deacidificarsi comodamente in casa.

Tratto dal libro: “Il tumore è curabile adesso” di Robert O. Young e Matt Traverso, ed. Tecniche Nuove

Questo pensieri hanno ispirato questa opera:


"TVB,Ti Voglio Bio ", 2018, tecnica mista, mosaico, collage su tela, 60x60x4

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sabato 8 gennaio 2022

IPERREALISMO VS ARTE CONCETTUALE



Ora è il momento di parlare di una sfida all'ultimo sangue tra due discipline che si so no inseguite da decenni . La prima ambita dagli artisti dell'Arte figurativa da oltre un millennio, dove però è stata spodestata dalla fotografia . La seconda , nata nel novecento, ma nonostante la giovane età vanta opere degne di nota.

“Non sono quadri, non è possibile”. Sono queste le parole che cerchi di ripeterti appena scopri che le opere dell’iperrealismo appaiono così vere da non saperle distinguere dalle fotografie. Rimani incredulo e sorpreso di fronte alla capacità degli artisti appartenenti a questa corrente di riprodurre la realtà.

L’iperrealismo nasce dopo l’esperienza della Pop Art e si afferma intorno agli anni Sessanta negli Stati Uniti, per svilupparsi nel decennio successivo in Europa ed in Italia. Così come succedeva nella Pop Art, l’artista mostra al suo pubblico la realtà in modo oggettivo ed imparziale senza influenzare le sue opere, cercando di cogliere tutti i particolari più minuziosi per rendere il proprio dipinto il più reale possibile. 

Le immagini e le riproduzioni non nascono dall’osservazione diretta del pittore, ma da una fotografia che offre neutralità e la ricercata imparzialità dell’autore. A differenza della corrente artistica che ha reso famoso Andy Warhol, però, l’iperrealismo non si propone come critica consumistica della società di massa, ma solamente come una minuziosa riproduzione del reale.

L'arte concettuale è apparsa in Europa intorno agli anni 1960, si opponeva alle forme d'arte fino allora conosciute, che venivano giudicate ed apprezzate dalla società contemporanea, in base alle qualità dell'opera stessa e nella sua capacità di suscitare emozioni.

Gli artisti appartenenti a questa nuova corrente, sostenevano che l'arte non risiede nell'aspetto delle opere realizzate, ma nell'idea, nella parola o nel pensiero percorso per realizzare tale opera.

Le premesse più dirette dell’atteggiamento concettuale possono essere individuate soprattutto in alcuni movimenti in via di definizione già negli anni 1950 e agli inizi degli anni 1960: il New Dada e la Minimal Art.

Ora che le abbiamo analizzate nel dettaglio come farebbe un buon Vittorio Sgarbi (ma senza infilarci dentro la politica), possiamo avere un pò le idee più chiare . La prima o meglio l'arte iperrealista si basa sulla cura maniacale dei piccoli dettagli , compreso i riflessi nelle gocce d'acqua. La seconda si basa sulla forza del pensiero e sulla stimolazione delle idee a discapito del lavoro artigianale, talvolta affidato ad artigiani. dire che quando realizzo le mie opere seguo una via di mezzo. La parte figurativa serve per comprendere il messaggio, mentre i soggetti dipinti servono a stimolare la mente e l'intelletto . Tecnicamente sfrutto anche una parte impressionista per dare carattere alle opere , altrimenti lo stile iperrealista finisce con lo stancare la curiosità a discapito  dei concetti.

  


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mercoledì 5 gennaio 2022

L'arte della provocazione è un buon investimento ?

 


The Comedian o meglio conosciuta come la Banana di Cattelan . A donarla un misterioso collezionista.  Opera Bluff , oppure e' da valorizzare?

Questa e' la nuova strada da seguire per gli artisti .....o nel mercato e' solamente  l'eccezione che conferma la regola?

Sembrano tempi lontani quelli in cui si poteva andare alle fiere e incazzarsi per una banana appesa al muro e incollata con lo scotch.

 Eppure sono trascorsi  poco più di tre anni  da quel 4 dicembre 2019 durante il quale Maurizio Cattelan, il più noto e discusso artista italiano vivente, aveva provocato l’intero art world con la sua opera The Comedian, dividendo nettamente il pubblico tra favorevoli e contrari. L’opera, pensata per lo stand della galleria Perrotin ad Art Basel Miami Beach, consisteva in un gesto molto semplice: una vera banana di warholiana memoria veniva appiccicata alla bell’e meglio sulla parete bianca dello stand con del corposo nastro adesivo grigio.

 La morte della pop art? Una boutade? Un ready made? Appassionati, detrattori, critici d’arte, galleristi, artisti: tutti si sono ingegnati a mezzo stampa e social – con commenti, post e meme-  a dare la propria interpretazione, a volte ammirata, talvolta sprezzante. Soprattutto per il prezzo non proprio amico: 150.000 dollari per un oggetto del tutto estemporaneo. Fino alla performance dell’artista David Datuna, intitolata Hangry Artist, il quale sempre durante l’artweek in Florida ha staccato e poi mangiato il frutto ormai maturo e alla decisione del gallerista Perrotin di eliminare il lavoro dallo stand preso d’assalto da orde di visitatori e avversatori per salvaguardare l’incolumità delle altre opere.

 Perché ne torniamo a parlare? Perché l’ultima notizia vuole che il frutto più dibattuto al mondo sia stato musealizzato: un collezionista filantropo anonimo avrebbe infatti donato l’opera al Guggenheim di New York. “Siamo grati per aver ricevuto un’opera che rappresenta la connessione dell’artista con la storia dell’arte moderna“, è il commento del direttore Richard Armstrong. 

Al Guggenheim il compito di renderla “eterna” continuando a sostituire frutta e nastro adesivo di tanto in tanto.

Ora cerchiamo di comprendere che ruolo ha la provocazione nell’arte contemporanea? È semplicemente uno stratagemma per attrarre attenzione sul lavoro o un funzionale strumento critico e dissacrante capace di smuovere l’opinione pubblica ed entrare nelle maglie della società?

Ovviamente ogni artista ha il suo stile e i suoi concetti da esprimere , per quanto mi riguarda e per quanto riguarda le mie opere dipinte , che si aspirano anche a quelle provocatorie di artisti come Maurizio Cattelan e Piero Manzoni, devo dire che sono adatte a collezionisti molto particolari e che hanno collezioni diverse dagli standard. 

Ma anche queste opere hanno un mercato ultramilionario con persone capaci di spendere cifre da capogiro per accaparrarsi le opere . Queste collezioni se ben fatte e mantenute sono dei veri e propri tesori .



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Piattaforme online Si , oppure piattaforme online No?

 


Una domanda che mi pongono da una vita e' questa : 

" conviene iscriversi in una piattaforma online dove è previsto il pagamento  una quota mensile ?"

Ebbene la mia risposta è questa !

Le piattaforme di vendita online che hanno un modello di business solido ,di regola  non chiedono soldi  all'artista per essere presenti nel loro sito , perchè di solito guadagnano sulle commissioni di vendita . Quindi solitamente una piattaforma che sa fare bene il suo lavoro ha un giro suo di acquisti e di vendite tale che riesce a guadagnare dalle commissioni di vendita . Quando una piattaforma chiede una tassa, un affitto, per il semplice accesso ...il rischio che si corre è che il modello di business della piattaforma  non sia molto solido e quindi non siano altro che un surrogato delle gallerie che chiedono soldi. 

Come ho già scritto in precedenza, queste  gallerie hanno lo stesso cruccio, cioè il problema di non riuscire a vendere le opere ai collezionisti, quindi  si rifanno con i soldi degli stessi artisti nelle mostre che organizzano. 

In entrambi i casi sono gli artisti a supportare questi eventi e non i mercanti. Pensateci molto molto bene prima di rivolgervi a questi personaggi, perchè anche in queste piattaforme non c'è un effettivo vantaggio per l'artista, che deve pagare per essere valutato e per vendere le proprie creazioni.

Un sano mercato è quello di eventi che guadagnano dalle vendite delle opere degli artisti . Perciò una piattaforma buona deve avere un pacchetto clienti e un piano marketing ...senza questi requisiti diventa  un terno a lotto, e a questo punto conviene all'artista ed ai collezionisti di comprare un gratta e vinci.



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lunedì 3 gennaio 2022

ARTE VS ARTIGIANATO

 Quando i problemi sembrano difficilissimi da risolvere ..quando si stà perdendo la speranza ...l'unica soluzione è mettere da parte l'ego e chiedere aiuto al prossimo .. perché solo aiutandoci l'uno con l'altro si possono ottenere ottimi risultati !!



 E' onorevole farcela con le proprie forze ..ma è ancora più onorevole pensare che non siamo soli ..e che siamo invincibili quando siamo tutti insieme ! Io credo che ognuno di noi abbia pregi e difetti, doni e sfortune ...

Mi piace imparare dalle persone che ho la fortuna di conoscere ..e poi trasferisco tutto ciò che vivo su tela ..a volte ci riesco e a volte no. Quello che dipingo ha un titolo ma non mi piace entrare nei particolari ..descrivere per filo e per segno ..quello che intendevo dire o far capire. 

Lascio che sia lo spettatore a vedere e scoprire ciò che gli serve in quel momento.  Quando creo qualcosa con le mie mani, si ha una doppia soddisfazione ! Oggi siamo abituati a comprare tutto fatto da altri (arredo,vestiti,cibo, ecc), ma provate ad immaginare qualcosa fatto con le vostre mani ..quanto può essere bello e meraviglioso. 

Un attimino di tempo riusciremo a trovarlo no? ...poi però ci vuole la voglia per realizzare anche un piccolo pensierino per la nostra casa o i nostri cari ..non credo che serva essere dei grandi artisti, basta mettersi in gioco ..ed il risultato non potrà essere che positivo. ..è sempre bello salire nel mio studio e rivedere le mie creazioni ...ogni volta sembra ci sia qualcosa di diverso, quasi fosse cambiato qualcosa ...ma credo che in fondo sia io a cambiare, "svegliandomi ogni giorno e imparando sempre cose nuove !!!”

 Alcuni professionisti del marketing insegnano a non vendere i prodotti se non sono fatti da loro stessi. Credo che abbiano ragione per il semplice motivo che rivendere cose di altri non rende mai soddisfatti fino alla fine anche se si possono guadagnare un sacco di soldi.

  Avete mai notato che quando qualcuno riesce a fare i soldi con un qualsiasi metodo poi si sente sistemato e finisce a fare quello che gli piace veramente? Io sono partito già con questa idea, cioè faccio ciò che mi piace con la speranza di guadagnare bene. Questo non significa che non voglio diventare ricco anzi, penso proprio che la ricchezza accumulata dalle mie opere non mi dispiacerebbe, per il semplice motivo che significa che sono diventato famoso e che i miei dipinti sono nei musei. 

 Fare dipinti, foto o qualsiasi prodotto nella propria casa o azienda garantisce motivazioni personali che vanno oltre il sovrumano, perché ciò che fai con le tue mani o che realizzano i tuoi collaboratori è il tuo specchio, sei tu !Quindi guardiamoci negli occhi e poche storie. Inoltre le persone percepiscono questa particolare energia perché ne viene attratta. Un esempio artistico molto noto è Andy Warhol che amava fotografarsi con i divi di Hollywood e con altri personaggi famosi non per notorietà ma per rubare a questi divi un pò della loro polvere magica. 

Il risultato infatti è stato quello che tutti noi conosciamo. Oggi è uno degli artisti più quotati e le sue opere sono presenti nei musei e nelle collezioni di tutto il mondo insieme ai Jasper Jones, ai Manzoni, agli Armanne ecc ecc.




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mercoledì 29 dicembre 2021

La rivalutazione degli artisti dimenticati

 


Il modo in cui i mutamenti del gusto in campo artistico, se da un lato sembrano configurarsi come l’estrinsecazione di una scelta strettamente personale, di fatto possono essere predisposti da circostanze esterne estranee alla nostra stessa volontà; persino nello spazio temporale di un singolo istante può avvenire che i gusti differiscano. Occorre tenere presente, scriveva Buchanan nel 1824, che esiste una moda per i pittori come per gli abiti o per qualsiasi altra cosa

lo costringono a prendere coscienza di un fenomeno peculiare: e cioè che quanto riveste per noi importanza assoluta, in passato può essere sembrato insignificante a persone che sappiamo essere state colte non meno di noi. È possibile che una futura generazione rimanga insensibile al cospetto di un Piero della Francesca o di un Vermeer? 

Si afferma che il tempo sia buon giudice. È un asserto che non possiamo confermare, né smentire; ma dalla posizione di vantaggio in cui oggi ci troviamo possiamo concludere che i due artisti insieme a tanti altri sono stati trascurati per un periodo di tempo assai più lungo di quello che ha visto il loro apprezzamento. D’altra parte, non ci è nemmeno dato di concludere che, una volta sottratto un pittore all’oblio, è impossibile scordarcene di nuovo. 

La relatività del concetto di gusto che emerge da uno studio del passato, è il quid che la quasi totalità dei grandi riscopritori si preoccupava di scansare; è per esempio, la consapevolezza di volersi impegnare deliberatamente nello smantellamento di un criterio globale che presiedeva al gusto ortodosso, a rendere così importante per Ruskin il tentativo di elaborarne uno nuovo. Per lui, come per la netta maggioranza degli scrittori, l’anarchia era pericolosa non meno dell’eresia. Tale anarchia, ossia la pronta disponibilità ad ammirare le opere d’arte appartenenti a ogni epoca e a ogni cultura, che ora alberga in noi, è giustamente stata salutata come una delle massime conquiste culturali registrate dal secolo appena concluso.

Tuttavia, data da quella stessa epoca il manifestarsi del fenomeno opposto: quello della rivalutazione. Nel corso del secolo XVIII, pittori nuovi (Teniers, Murrillo, ecc.) cominciarono a integrare i canoni di valutazione di ciò che poteva essere apprezzato dal cosiddetto uomo di gusto: figura in quel periodo della massima importanza. Sta di fatto che il gusto, per quanto capriccioso, è sempre connesso a valori estranei al gusto pure e semplice. Tutti i sistemi estetici, per blandi che siano i loro legami, appaiono sempre avvinti in modo inestricabile, da una serie di fattori di ordine religioso, politico, nazionalistico, economico, culturale, che formalmente sembrano correlati con l’arte in modo molto vago, ma che talvolta esigono perentoriamente di essere scompagnati prima ancora che la percezione di un mutamento diventi possibile. Artisti e mercanti, storici e prelati, uomini politici e collezionisti possono da un dato momento avere motivi di diversa natura per mutare ovvero imporre la gerarchia estetica dominante.



Le Brun e la riscoperta di Vermeer 

La prima volta che in un testo stampato si è fatto uso del termine “scoperte” risale al 1792, l’autore era Pierre le Brun, e il pittore alla cui riscoperta contribuì in misura determinante era l’allora virtualmente obliato Vermeer. Nato nel 1748, sotto Luigi XV, e morto nel 1813 durante il Primo Impero è stato l’ultimo e forse il più grande della nutrita schiera di mercanti e amatori d’arte prodotti dalla Francia nel secolo XVIII. Ci troviamo al cospetto non solo di un amatore d’arte, sagace e percettivo, ma altresì di un astutissimo mercante.

Occorre anzi sottolineare fin dall’inizio come il mercato d’arte svolga un ruolo nettamente superiore a quanto sia comunemente ammesso nelle mutazioni di gusto. Le Brun è stato il primo esperto a infrangere l’inveterata abitudine di tentare a ogni costo l’attribuzione del maggior numero possibile di quadri al nome clamoroso e definitivamente consacrato di un grande pittore, per porre invece l’accento sui valori della rarità e dell’inconsueto.

Lo scopo era quello di portare alla luce l’opera di pittori che fino a quel momento erano misconosciuti, ma più esattamente, la fatica di Le Brun s proponeva di abolire lo snobismo legato ai nomi, sostituendolo con ciò che di fatto era un’altra forma di snobismo, ossia quel fascino del nome ignoto destinato a offrire tanto agli storci quanto ai collezionisti la possibilità di coltivare un numero di ipotesi indefinito.

Tuttavia, se è vero che Le Brun è stato fra i primi intenditori d’arte a tentare deliberatamente la scoperta di lontani pittori dimenticati occorre sottolineare come lo spirito della sua iniziativa si discostasse radicalmente da quella di innumerevoli altri esploratori che in tutta Europa, nell’arco quantomeno di una generazione avevano inteso operare con lo stesso proposito. La caratteristica più singolare di Le Brun è da vedere nel fatto che il suo apprezzamento, nei casi più importanti e originali, si collocasse sempre entro l’alveo di un gusto generalmente accettabile e in senso lato, tale era la ragione che ne motivava l’insuccesso. 

Sebbene a Le Brun spetti un ruolo decisivo nella storia della valutazione critica della pittura, di cui fu un autentico pioniere, pure gli esiti immediati sortiti dalla sua volontà di promuovere lo studio e il culto di pittori sconosciuti quali Vermeer e molti altri furono di portata relativamente modesta. Le campagne belliche e le invasioni che fecero seguito alla Rivoluzione francese e sottrassero innumerevoli dipinti ai santuari cui il tempo li aveva consacrati, lungi dall’accelerare il processo di mete metamorfosi del gusto che era già in moto negli ultimi anni dell’ancien regime, contribuirono al contrario ad arrestarlo, o quantomeno a rallentarne il corso.



Il dominio artistico della Francia dell'800 

Per quasi un ventennio, a intervalli, la Francia esercita in pratica il suo dominio su tutta l’Italia, o quasi. Militari, artisti diplomatici delle più disparate opinioni politiche sciamarono per la penisola col preciso incarico di impadronirsi di capolavori a nome del grande museo centralizzato di Parigi, e indirettamente delle pinacoteche secondarie in via di allestimento delle principali città della provincia. Per quasi un ventennio, a intervalli, la Francia esercita in pratica il suo dominio su tutta l’Italia, o quasi. Militari, artisti diplomatici delle più disparate opinioni politiche sciamarono per la penisola col preciso incarico di impadronirsi di capolavori a nome del grande museo centralizzato di Parigi, e indirettamente delle pinacoteche secondarie in via di allestimento delle principali città della provincia.

Tuttavia il controllo esplicato dalle autorità era così efficiente, che ben poco di ciò che in base ai canoni di valutazione corrente era stato giudicato di cospicuo valore non raggiungeva la destinazione ufficiale a Parigi. Di norma il saccheggio delle collezioni e dei palazzi privati veniva drasticamente scoraggiato. Persino gli inglesi (il cui gusto era irriducibilmente legato alla vecchia scuola pittorica) non poterono disconoscere che le collezioni private italiane uscivano relativamente indenni dalle spoliazioni francesi, non senza precisare, al tempo stesso, che i capolavori pittorici venduti a Londra erano affluiti da Roma in conseguenza delle penalità pecuniarie imposte dai francesi all’aristocrazia.

Il fatto che in quel periodo i collezionisti privati francesi fossero ostacolati da mancanza di occasioni propizie più che da mutamenti intervenuti nel gusto torva piena conferma quando si dia una rapida occhiata agli affetti prodotti dalla spedizione di Spagna: effetti diametralmente opposti a quelli della campagna di Italia. I ripetuti tentativi di selezionare alcuni fra i dipinti di maggior pregio, di scuola sia spagnola sia straniera, appartenenti alla collezione reale ad altre raccolte di Madrid e di varie città per fregiarne il museo napoleonico furono contrastati da tattiche dilatorie, e altresì dal fatto che re Giuseppe, fratello di Napoleone, era incline a tenerli per se. Per contro privati di ogni genere, ma francesi più sovente che inglesi, riuscirono a procacciarsi opere inestimabili che potremmo definire di tipo convenzionale.no a procacciarsi opere inestimabili che potremmo definire di tipo convenzionale.

L’elenco dei privati che trassero vantaggio dalla campagna di Spagna è dei più lunghi. Per concludere, possiamo senz’altro affermare che in linea generale i clamorosi capovolgimenti avvenuti in Europa tra il 1793 e il 1815 incoraggiarono, ma soprattutto consentirono, l’acquisizione da parte degli inglesi e dei francesi – a livello pubblico o privato e comunque su larga scala - di opere pittoriche il cui prestigio era già consacrato da secoli di costante apprezzamento. L’incipiente interesse per l’arte antecedente o addirittura remota che con lenta ma costante progressione si era affermato nel decennio precedente la Rivoluzione, fu sommerso dall’improvvisa quanto inattesa disponibilità di tanti capolavori dalla fama ormai consacrata.



I collezionisti privati dell'800 

Intorno agli anni 1840 per la prima volta ci imbattiamo non solo in collezionisti o intenditori isolati, figure eccezionali che operano le loro scelte in rapporto a esperienze artistiche differenziate, ma altresì in un numero ingente di appassionati d’arte che in larga misura sembrano sottrarsi all’influsso determinante esercitato sui loro gusti personali, dai molteplici fattori esterni.

Fra tutte le dinastie aristocratiche mercantili che accumularono i loro tesori al tempo della Rivoluzione francese solamente i Baring- famiglia di banchieri - conservarono per parecchie generazioni un interesse sincero e spiccato per la pittura del periodo classico. Abbiamo innanzi tutto sir Francis fondatore del patrimonio di famiglia: necessitava di quadri coi quali arredare le varie residenze e finì col trovarsi proprietario di una raccolta di scelti olandesi. I suoi figli, Thomas e Alexander, attribuirono ai loro quadri ben atra importanza: il primogenito Thomas, al pari di non pochi suoi contemporanei appartenenti a ogni ceto sociale, svolgeva attività marginale di mercante d’arte e fu così che sconvolse gli appassionati inglesi di pittura quando nel 1814, meno di un anno dopo averla comprata, cedette all’erede al trono di Baviera la Madonna della Tenda di Raffaello, parimenti comprò molti quadri di scuola olandese che andarono ad aggiungersi alla collezione paterna, ma quello stesso anno li rivendette in blocco al principe reggente. 


Tuttavia compensò queste vendite con la prodigalità dei suoi acquisti di opere pittoriche italiane e spagnole. Quanto al fratello Alexander si diceva che in Inghilterra nessuno più di lui avesse speso somme così ingenti in quadri di pregio molti dei quali acquistati a loro volta attraverso Le Brun anche se in prevalenza di scuola olandese e fiamminga. Tuttavia è solo con la terza generazione di questa famiglia che ci imbattiamo nella figura di un collezionista dalle concezioni affatto ardite e indipendenti, Thomas Baring, figlio di Sir Thomas.


 Questo accorto banchiere di strepitosa ricchezza dedicò al culto delle arti gran parte della sua vita. Quando nel 1835 diede inizio alle sue acquisizioni, largo effetto ebbe su di lui la pressione esercitata dall’Art Journal e da gran parte della pubblica opinione votata a sostenere a ogni costo la causa della pittura inglese moderna; acquistò in blocco un centinaio di quadri provenienti da una delle più famosi collezioni private. 

Fu una delle ultime transazioni del genere espletate da un inglese. Due anni dopo Baring comprò, dopo congrua valutazione, quadri francesi, italiani e spagnoli che facevano parte della collezione paterna, morto di recente. Da allora e fino al 1871 non desistette dall’accrescere la propria collezione.

I suoi acquisti spaziavano in ogni campo, dal Seicento spagnolo ai primitivi olandesi. Divenne inoltre uno dei più sagaci raccoglitori inglesi Watteau. La mania collezionistica di tre generazioni dei Baring illustra con estrema eloquenza l’argomentazione posta in apertura. Fra il 1840 e il 1850, in Inghilterra come in Francia, il gusto era estremamente mutevole e ricettivo. A differenza di quanto era avvenuto nel passato il gusto non si basava sui principi di sistematica esclusione, al contrario era assai più aperto di quanto fosse mai stato sino allora o di quanto lo sarebbe stato sino a oltre un secolo più tardi. Negli anni successivi al 1850 la creazione di un Club del Collezionista che avrebbe conquistato rapida fama con la denominazione di Burlington Fine Arts Club e si sarebbe distinto nell’organizzazione di una nutrita serie di esposizioni, valse in certo qual modo a confermare formalmente questo nuovo stato di cose. Possiamo tuttavia arguire che tra queste élite di uomini e donne colti e facoltosi si andasse elaborando una nuova concezione del gusto che nelle menti più duttili e meno teoriche si basava su principi più ampi di ogni altro invalso in precedenza.

Erano questi gli anni in cui un eclettismo altamente deprecato presiedeva quale fattore guida all’estrinsecazione dell’espressione artistiche contemporanee. Pietro Selvatico veneratore dei puri trecentisti (Nazareni e Puristi italiani) ha dato copiose lodi al Tiepolo imbarocchito ma nel contempo sottolinea come nel suo atteggiamento non vi sia in realtà alcuna contraddizione.

Al pari dei leggiadri artisti trecenteschi l’estroso pittore di affreschi si distingueva per l’intesa espressività spirituale e schietta resa formale. Il fatto che ammiri ad un tempo Tiepolo e i Puristi, mostra che non c’è in lui nessun preconcetto partito di escludere o rinnegare qualsiasi sorta di merito sotto qualsivoglia sistema o scuola; parole queste, che avrebbero potuto essere assunte a manifesto dei molti amatori d’arte decisi a usare i propri occhi anziché ad affidarsi ai luoghi comuni. Sino ad anni ancora recenti l’arte veniva apprezzata o denigrata per categorie, un’intera scuola, un intero secolo, un’intera nazione, erano riabilitati, rifiutati, o ignorati in toto; era allora difficile guardare di punto in bianco a un singolo quadro con occhi nuovi sgombri da pregiudizi.



I mutamenti nell'Arte '800

I mutamenti di gusto interessano persone diverse, in tempi diversi, in modi diversi. Oggi l’accessibilità è un dato essenziale, ma di per se stesso non determinante. Gli affreschi di Piero della Francesca, le pale d’altare di van der Weiden sono stati visti, e ignorati, per secoli. I musei possono contribuire ad attirare l’attenzione su particolari opere d’arte, ma a loro volta sono in larga misura l’espressione e il prodotto delle forze che li generano. Nessuno per es., quanto meno fino al 1850, avrebbe potuto coltivare in una spiccata inclinazione per i primitivi italiani, o una predilezione per la pittura francese del Settecento, basandosi su ciò che aveva modo di osservare in qualsiasi museo di Inghilterra.

Per contro le esposizioni sono suscettibili di attirare maggiore attenzione. Il loro carattere di temporaneità e la pubblicità che irradiano, possono conferire loro cospicua portata. Per più di un secolo le sale d’asta avevano svolto molte funzioni attinenti alle mostre temporanee. Nondimeno, data solo dal 1815 la prima esposizione londinese, non permanente e non commerciale, di dipinti di antichi maestri di altre nazionalità: nel genere cioè che oggi ci è oltremodo familiare.

Sarebbero tuttavia trascorsi parecchi anni prima che a Londra maturasse un’ulteriore occasione di vedere altre opere appartenenti alla più antica scuola pittorica, sia pure con un’eccezione di notevole rilevanza. La presenza di dipinti originali in una collezione privata, in una chiesa, in un palazzo, in un museo o in un’esposizione temporanea, la loro distribuzione in base a criteri cronologici, di nazionalità o di puro capriccio, la loro appartenenza a un prelato, a un socialista, a uno studioso o un’esponente della nobiltà sono altrettanti fattori suscettibili di influire sull’effetto prodotto dai quadri stessi in misura più sensibile di quinto si ammetta.

L’influenza delle nuove tecniche di riproduzione e del linguaggio nella diffusione di opinioni nuove sull’arte e sugli artisti.

Tuttavia, fino a epoca recente, le occasioni di vedere le opere originali erano relativamente limitate, e la stragrande maggioranza della popolazione, ivi inclusi quanti avevano diretta e personale attinenza con l’arte, doveva accontentarsi delle riproduzioni e della parola scritta. Non è il caso di sottovalutare gli effetti esplicati, nella guida del gusto in senso lato, da queste due forme di comunicazione indiretta, e gli intenditori d’arte del secolo scorso ne erano perfettamente consapevoli. All’apparire di ogni nuova tecnica figurativa – dalla litografia alla xilografia, dall’incisione alla fotografia – il dibattito dei suoi meriti in rapporto alle atre si faceva più intenso e vibrante. Ma furono tuttavia le guide turistiche, più che le riviste e i periodici, a influire nella misura più avvertibile sulla visuale del pubblico.

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lunedì 27 dicembre 2021

2022 - Investire nel mercato immobiliare e nell'Arte

 


Gli italiani da sempre credono che investire in immobili sia una cosa saggia, associando il mattone alla stabilità finanziaria e alla possibilità di ricavare reddito ulteriore. Il 93% degli italiani, quindi, secondo l’osservatorio Dyanema, è a favore del flipping immobiliare. Che tuttavia presenta dei pro e dei contro..

Secondo quanto rilevato dal sondaggio Dyanema, realizzato da Nextplora, il flipping immobiliare – ovvero l’acquisto di un immobile da ristrutturare e mettere a reddito, o rivendere a prezzo maggiorato - piace quasi a tutti ma non tutti se lo possono permettere per varie ragioni. In particolare, un italiano su quattro (27%) ha già portato a termine un investimento in questo settore, a cui si aggiunge un 35% composto da chi sta aspettando di consolidare il proprio capitale in vista della giusta occasione. A questi si aggiunge quasi un italiano su tre (32%) che – pur desiderando di poter investire - ammette con rammarico di non disporre del capitale necessario per muoversi su questo fronte.

Come investire in immobili

Come, quindi, investire correttamente in immobili? Gli intervistati da Dyanema, consapevoli dei rischi, sono consci del fatto che si debba investire solo quando si conosca bene il mercato: quasi un italiano su due (45%) lo crede, e inoltre il 43% - prima di cominciare - si affiderebbe ad un esperto del settore. Tra le figure ritenute competenti spiccano l’agente immobiliare (52%), e il consulente finanziario (23%).

In quali immobili investire ?

Disponendo del capitale, quale tipologia di immobile preferiscono gli italiani per un investimento?

L’opzione preferita da 3 italiani su 5 (61%) è quella di acquistare un immobile che non richieda particolari opere di ristrutturazione; il 18% crede invece che il vero affare sia in quelle operazioni che prevedano il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, mentre il 14% punterebbe su un progetto da realizzare. L’obiettivo infatti è quello di mettere a reddito l’immobile nel più breve tempo possibile: in oltre un caso su tre (36%) affittandolo con contratti di lungo periodo così da garantirsi una rendita stabile nel tempo, mentre il 28% opterebbe per affitti brevi o brevissimi sfruttando i numerosi portali web che permettono a turisti e viaggiatori di tutto il mondo di trovare con facilità case e appartamenti per un “appoggio” momentaneo, cercando di ottenere entrate più alte anche se potenzialmente meno prevedibili. Per un italiano su cinque invece (18%), la finalità dell’investimento è semplicemente quello di dare solidità e garanzie per il futuro dei propri figli.

Adesso che abbiamo un idea più chiara sul mercato immobiliare, come può l'Arte incrementare il suo mercato ? 

Semplice. Ogni immobile antico o contemporaneo nei pressi di un museo o galleria D'Arte sia di artisti storicizzati o emergenti aumenta il valore del mercato minimo del 40% , quindi ogni appartamento con un opera d'Arte come un murales oppure mosaico rivaluta completamente il suo valore . Perciò quando acquistate un appartamento, basta commissionare me, oppure un altro artista per realizzare un opera d'Arte dipinta. Questo è il vero motivo della propaganda sull'Arte, della pubblicità agli artisti ed alle mostre, l'apertura e la chiusura di Gallerie D'Arte. Semplicemente la svalutazione o la rivalutazione del mercato immobiliare.

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Ecco perchè NON comprare nei MERCATINI DELL'USATO

  I mercatini dell'usato sono sempre stati visti ultimamente come accumuli di roba vecchia da dover piazzare da qualche parte, in sostit...